mercoledì 17 settembre 2014

La Champions chiama, Juve e Roma rispondono

Manita della Roma e 2-0 facile della Juve. Inizia benissimo l'avventura delle uniche due italiane in Champions, con i bianconeri di Allegri, che da pronostico hanno regolato abbastanza facilmente gli svedesi del Malmoe.


E' anche vero che la Juventus, lo scorso anno, si complicò la qualificazione agli ottavi proprio con le squadre più facili da battere sulla carta. Ed è anche vero che l'Olympiacos ha già fatto capire che non starà a guardare i campioni d'Italia e Spagna andare tranquillamente al turno successivo. Infatti i greci hanno battuto a sorpresa l'Atletico Madrid, mettendo tutto in discussione da subito.
La Vecchia Signora vista allo Stadium non ha stupito per il gioco, con un primo tempo chiuso a reti inviolate, e senza grosse occasioni create. Ma nei secondi 45 minuti ci ha pensato Tevez, tornato dopo un'eternità a segnare in Champions, risolvendo la partita con un doppietta, con la complicità di Asamoah e Morata: il primo autore di un colpo di tacco che ha chiuso il triangolo con l'Apache; il secondo, entrato nella ripresa, procurandosi la punizione al limite dell'area propiziata da dribbling e colpi di classe.


Per la Roma, invece, è stato incredibilmente tutto più semplice. Dopo 5 minuti era già in vantaggio con un filtrante di Gervinho, tornato titolare, il quale ha innescato un velocissimo Iturbe, che a sua volta ha freddato il portiere. Dopo altri 5 minuti, è stato lo stesso ivoriano a concedersi il gol servito da Iturbe al centro dell'area.
Il CSKA è rimasto scosso dal doppio colpo subito, ma la Roma è stata brava a non rilassarsi e  ad approfittarne, chiudendo già la gara al ventesimo con Maicon, il quale sembra essersi messo completamente alle spalle i problemi con il Brasile, dominando la fascia destra, e segnando alla sua maniera, con un tiro potente sotto la traversa.
Essendo sinceri la palla finisce in porta anche grazie alla collaborazione di Akinfejev che ha valutato male la potenza è si è fatto passare la sfera tra i guantoni.
Anche dopo l'infortunio di Iturbe, che dopo essersi accasciato a terra, ha mimato uno strappo alla coscia. i giallorossi non si sono fermati, e al finire della prima frazione di gioco, hanno piazzato il 4-0, firmato ancora da un Gervinho incontenibile.

Tutto questo sotto gli occhi di Ranieri e Capello seduti in tribuna, con l'allenatore della Nazionale russa che nonostante la vittoria schiacciante dei romani, non sarà stato contento per la prestazione dei suoi giocatori sovietici sotto osservazione.
Il secondo tempo è stato di semplice amministrazione per Totti e compagni, con la partita finita 5-1 e con la squadra di Mosca che ha provato a rendere meno pesante il passivo, con un gol non convalidato nel finale, ma ormai i giochi erano stati fatti.
Forse un piccola beffa per la Roma è arrivata dalla Germania, con il Bayern che ha risolto la sfida con il Manchester City, sbloccando la partita proprio nei secondi finali con un gol di  Jerome Boateng, ma tutto sommato Rudi Garcia sa che dovrà vincere almeno la metà degli scontri diretti per passare il turno.


Non sono mancate le sorprese negli altri gironi, soprattutto nella giornata odierna, con il Paris Saint Germain e il Chelsea, bloccate sul pari da Ajax e Shalke 04.
Risultato inaspettato in particolare per la squadra di Mourinho, dopo i tanti gol che hanno caratterizzato l'inizio del campionato inglese, e perché la sfida con i tedeschi è stata giocata tra le mura amiche.
Accoglienza unica per Ibrahimovic in Olanda, nello stadio dove è diventato famoso, ma lo svedese è rimasto all'asciutto. Di misura il Barcellona, con il gol di Pique che ha risolto la sfida contro l'Apoel Nicosia. L'altra goleada del mercoledì è stata del Porto di Jackson Martinez e Brahimi, con il secondo autore di una tripletta nel 6-0 rifilato al Bate Borisov.

Ieri invece, oltre a quella della Juve, è stata la giornata del Real Madrid, 5-1 al Ludogorets, e degli italiani all'estero, con Immobile e Balotelli che hanno aperto le porte per la vittoria di Borussia Dortmund e Liverpool, rispettivamente contro Arsenal e Basilea, mentre è andata male, come già detto, all'Atletico Madrid di Cerci, battuto 3-2 dall'Olympiakos. Risultati a sorpresa nel girone C, con lo Zenit vincente in Portogallo contro il Benfica, sempre più in crisi, e con il Monaco, partito malissimo in Ligue 1, ma vincente in Europa, con la vittoria di misura, per 1-0, contro il Bayer Leverkusen,

martedì 16 settembre 2014

LaPizza del Martedì

Domenica di grandi trionfi, da quello di Rossi a Misano, alla vittoria della Vuelta di Contador, passando per il successo degli Usa al mondiale di basket.
Ma negli ultimi giorni c'è stato anche tanto altro, perciò andiamo in ordine.


Partendo dal tennis, settimana dedicata alla Coppa Davis per gli uomini, con le semifinali in cui l'Italia era protagonista, con il team guidato da Barazzutti che cercava l'impresa contro la fortissima Svizzera. Tutto sommato è andato come previsto, con Federer e Wawrinka che hanno mantenuto fede alla loro posizione in classifica, migliore di quella degli azzurri, e del numero di vittorie sempre a loro favore. L'Italia non si è arresa da subito, anche se Fognini ha sbagliato l'approccio della sfida con Stan Wawrinka, che ha messo che ha facilitato il compito dello svizzero. Il numero 1 azzurro si è risollevato con il doppio insieme a Bolelli, ma a quel punto serviva la perfezione contro Federer e una buona prestazione non è bastata.
Risultato comunque storico per la Nazionale italiana che non arrivava fino alle semifinali dal 98 con la finale persa da Gaudenzi, Narciso e Sanguinetti.
Ci aspetta un atto finale con i fuochi d'artificio, con gli svizzeri che dovranno sconfiggere la Francia (4-1 alla Rep. Ceca) di Monfils, Gasquet e Tsonga, per alzare la Coppa.

Tra le donne invece, dopo gli Us Open, si sono trasferite in Asia, tra Uzbekistan e Cina. A Tashkent è arrivata la prima vittoria in un torneo da professionista per l'altoatesina Karin Knapp, che ha eliminato le due finaliste dello scorso anno, prima la Govortsova, poi il trionfo in finale con la Jovanovski che non ha potuto ripetere il successo del 2013.
Gli altri due tornei si sono svolti a Honk Kong con la vittoria di Sabine Lisicki, mentre nel Quebec, in Canada, Venus Williams si è dovuta arrendere in due set alla croata Lulic-Baroni. Prossime tappe, Guangzhou, Tokio e Seul, mentre gli uomini saranno impegnati in Francia, a Metz.


Dominio inglese nella tappa olandese dell'European Tour di golf, con un quartetto a contendersi il KLM Open. A spuntarla è stato Paul Casey, autore di ben 14 birdie nelle ultime 36 buche. Dietro di lui, distanti un colpo dall'altro, Dyson, Sullivan e Pepperell, ma i veri sconfitti sono stati il francese Wattel e lo spagnolo Larrazabal.
Romain guidava la classifica fino all'inizio del quarto giro, poi ha rovinato tutto con 5 bogey nelle ultime 10 buche. Ancora deludente Pablo Larrazabal, capace di fare un 62 il venerdì, e un giro in 75 il giorno dopo. Purtroppo non è la prima volta che lo spagnolo si dimostra tanto incostante e troppo emotivo sui green. Sempre tra i primi durante tutte le quattro giornate, sia Edoardo Molinari che Andrea Pavan, non riescono alla fine a chiudere nel top10, con Dodo che ha terminato a -8 in 11^ posizione.
Nel circuito americano, doppietta da 11 milioni di dollari per Billy Horschel, golfista poco vincente fino ad una settimana fa, prima di piazzare l'accoppiata vincente Bmw Championship e il The Tour di questa settimana svoltosi ad Atlanta. che gli hanno permesso di trionfare anche nella classifica finale di FedEx Cup, con lo stratosferico montepremi. Alle sue spalle ancora i soliti Jim Furyk e un sempre presente Rory McIlroy.


Terminate le tre settimane della Vuelta, con Contador che vince con un minuto di vantaggio su Froome l'ultima grande corsa a tappe dell'anno di ciclismo. L'ultima salita di sabato ha definito i primi 5 posti con Valverde, Purito Rodriguez e il nostro Fabio Aru dietro ai due favoriti della vigilia.
Bene anche il 27enne Damiano Caruso che ha guadagnato il 9^ posto superando nella minicrono finale di Compostela, Navarro che lo precedeva di pochi secondi, mentre la stessa tappa finale è stata vinta da Adriano Malori, che ha chiuso con il tricolore al vento, una Vuelta positiva per il plotone italiano (soprattutto per la doppietta di Aru e il successo di De Marchi).


Mondiale di basket in Spagna dominato dagli Stati Uniti, che strapazzano anche la Serbia in finale, nell'ennesima partita chiusa con più di 100 punti a referto (129 contro la squadra di Bogdanovic), e con Kylie Irving MVP della manifestazione.
Dopo l'eliminazione dei padroni di casa spagnoli. l'epilogo era praticamente scontato. Molto più affascinante la finale per il terzo posto, con la Francia priva di Parker, che dopo la vittoria inattesa con la Spagna, con Batum, Heurtel e Diaw si è andata a conquistare con merito la medaglia di bronzo, battendo una solida ma fallosa Lituania.
Gli USA con questa vittoria, possono gioire anche per un altro obiettivo raggiunto, ovvero quello  di essere la prima squadra qualificata per le olimpiadi, premio che permetterà ai giocatori statunitensi, di evitare i vari tornei estivi, considerato il folto calendario dell'NBA che li terrà già occupati per gran parte della stagione.

Seconda giornata del campionato di calcio italiano completata dalla vittoria del Verona in rimonta sul Palermo, con Toni che è tornato a segnare dagli 11 metri, e con il gol di Juanito Gomez che ha deciso la partita. Ma le squadre che sono uscite alla grande da questo secondo turno sono le milanesi, con l'Inter che è stata capace di ripetere il 7-0 dell'anno scorso, sempre contro il Sassuolo, con la tripletta di Icardi, mentre il Milan ha risolto una sfida incredibile contro il Parma di Cassano, conclusasi 5-4 tra colpi di tacco, gol di testa, autogol e tanto spettacolo.
Roma e Juventus però non sono state a guardare, con la prima che ha battuto l'Empoli non senza problemi, mentre è stata più convincente la prestazione della squadra di Allegri, 2-0 all'Udinese che ben aveva iniziato il campionato. Non c'è il tempo di rifiatare per le prime due dell'ultima stagione, perché inizia stasera comincerà la loro avventura in Champions con la Juve impegnata contro il Malmoe, mentre per De Sanctis e compagni ci sarà la trasferta a Mosca, per sfidare il Cska.
Tornando in Italia, continua il periodo nero del Napoli che lascia altri punti per strada, perdendo in casa contro il Chievo grazie al decisivo gol di Maxi Lopez e al rigore sbagliato da Higuain, subendo la contestazione dei tifosi.


Negli altri campionati europei, situazione complicata in Spagna anche per il Real Madrid che perde ancora il derby contro l'Altletico, e sono già 6 i punti di distacco dal Barcellona a punteggio pieno. Spostandoci in Inghilterra, ancora una goleada per il Chelsea di Mourinho, che con una tripletta di Diego Costa, regola per 4-2 lo Swansea e continua ad allontanare le dirette avversarie che invece arrancano. Arsenal e City si bloccano a vicenda con il 2-2 maturato all'Emirates, mentre il Liverpool si è dovuto arrendere all'Aston Villa secondo in classifica. Vince la prima lo United, con Rooney, Mata e soprattutto Di Maria.
Cambia la testa della classifica in Ligue 1, con il Lilla che si mette alle spalle un terzetto, tra cui manca il Paris SG ancora bloccato fuori casa, con il terzo pareggio in tre partite. Perde la leadership il Bordeaux sconfitto dal sorprendente Guingamp. In Germania invece fila tutto liscio per Bayern Monaco e Borussia Dortmund, vincenti rsipettivamente con Stoccarda e Friburgo, con la squadra di Guardiola che torna prima approfittando del pareggio casalingo del Leverkusen, in uno spettacolare 3-3 con il Werder Brema.


Arriviamo finalmente alla prima vittoria stagionale di Valentino Rossi, nella splendida cornice di Misano. Un trionfo che sembrava già scritto dal destino, quello del nove volte campione del mondo, tornato a vincere proprio sul circuito del motomondiale dedicato a Marco Simoncelli, con il trofeo con il numero 58 sul davanti, alzato dal pilota di Tavullia sul podio.
Non è stata una gara facile per Valentino, in battaglia nei primi giri con il solito Marquez e con Lorenzo a pedinarli da pochi metri di distanza. Poi, quasi a metà gara, l'episodio decisivo, il primo vero errore dello spagnolo in questa stagione, con la scivolata che lo getta in fondo al gruppo, quando però Rossi era davanti a tutti.
Senza il fenomeno della Honda, per VR46 è stato tutto più semplice, con il compagno in Yamaha tenuto sempre a debita distanza, Pedrosa e Dovizioso più concentrati a darsi battaglia a vicenda e con Iannone ancora una volta tra i primi 5. Pista invasa da una marea gialla, e con un ultimo giro di Valentino ricco di emozioni, che ha reso questa vittoria, una delle più belle compiute dall'emiliano.
A differenza del pilota, non è andato bene il team di Sky diretto da Rossi in Moto3 con Fenati e Bagnaia con il primo che non è andato oltre l'undicesimo posto, mentre il secondo non ha nemmeno terminato la gara, vinta dalle due Estrella di Rins e Alec Marquez che possono così recuperare ulteriori punti sul leader Miller, arrivato alle loro spalle. Quinto Enea Bastianini.
In Moto2 è sempre la Spagna a festeggiare, con la doppietta Vinales-Rabat, davanti a Zarco, Kallio e un terzetto svizzero guidato da Luthi. Allunga in classifica Tito Rabat con 22 punti di vantaggio sul finlandese Kallio.


Parte stasera la terza e ultima fase del mondiale di pallavolo, con l'Italia che non parteciperà anche se ha chiuso con una vittoria contro l'Australia, un 3-1 che ha solamente evitato l'ultimo posto nel girone. Iran e Germania, ha delineato le 6 squadre che si contenderanno il titolo, con Russia, Brasile e Polonia favorite, anche sulla Francia che ha chiuso in testa uno dei due gironi della seconda fase. Eliminata a sorpresa gli Stati Uniti, che dopo una fantastica rimonta nella seconda settimana, ha ceduto proprio sul più bello contro un'Argentina, sulla carta facile da battere.
La zampata finale di
Sarà la doppia sfida Brasile-Polonia e Francia-Germania ad aprire i giochi di quest'ultima fase che deciderà le semifinaliste.


Per concludere, sono cominciati gli europei di baseball. con l'Italia che viaggia spedita con 4 vittorie in altrettanti 4 incontri, senza aver mai problemi con Francia, Germania, Svezia e Belgio. Probabilmente sarà ancora Italia-Olanda a sancire la più forte d'Europa, dopo essersi contese le ultime due edizioni tenutesi a Stoccarda e nella terra degli Orange, ma bisognerà tener d'occhio anche Spagna e Francia.

venerdì 12 settembre 2014

Svizzera senza problemi: subito 2-0 all'Italia in Coppa Davis

Purtroppo non ci sono state sorprese nella prima delle tre giornate di Davis Cup, con la Svizzera che non regala nemmeno un set nei due incontri odierni giocati al Palaexpo di Ginevra.


Davanti a un pubblico rumoroso, Bolelli aveva il difficile compito di dare un po' di fiducia agli azzurri, cercando di mettere in difficoltà il numero 1 svizzero, Roger Federer.
Simone si è guadagnato il posto da titolare ai danni di Seppi, grazie alle buone prestazioni sfoggiate negli ultimi mesi, specialmente nei tornei del Grande Slam, con il terzo turno a Wimbledon.

E il bolognese non ha dato ragione a chi lo riteneva spacciato già in partenza, rimanendo concentrato dall'inizio nonostante l'ambiente completamente schierato verso Roger.
Il primo set viaggia velocemente con i due tennisti che non cedono mai il servizio e senza mai offrire una palla break all'avversario.
Nel tie break si mantiene un equilibrio fuori dall'ordinario, ma lo svizzero non trema mai e con un solo mini break conquistato sul 2-1, ha la meglio sull'azzurro.

Nel secondo parziale Simone non cede, continua ad essere solido da fondo campo, e a ribattere colpo su colpo al campione di Basilea. Nel terzo gioco Roger prova a sorprendere Bolelli al servizio, ma l'italiano non trema nei momenti fondamentali e riesce a mantenere il vantaggio. Ma questo solo fino al settimo game, quello cruciale del secondo set, quando il numero 2 al mondo piazza due dritti imprendibili e passa per la prima volta nel set in vantaggio. Dopo due veloci game Bolelli prova a pareggiare i conti, annullando 4 palle set e creandosi due occasioni per il 5-5. Ma quando il livello sale, lo svizzero diventa disarmante e a Simone non resta che arrendersi.

Nell'ultimo parziale la storia non cambia, Bolelli cede una sola volta il servizio, prova a riprenderselo accorciando le distanze dalla rete e cercando di condurre a tratti lo scambio. L'azzurro mostra un tennis invidiabile, ma non basta per battere un Federer in gran forma.

Allora le nostre speranze si sono concentrate su Fognini, colui che con gran merito ha portato l'Italia in semifinale, vincendo con Murray nella sfida con la Gran Bretagna.
Ma oggi non è andata nello stesso modo. Wawrinka si sapeva che sarebbe stato il favorito e non ha avuto problemi nel confermare le previsioni. 3 set rapidi, con un servizio solidissimo, 16 ace a nessuno, con invece 8 doppi falli del nostro numero 1.
Un Fognini falloso e mai in partita, proprio come quello apparso nelle ultime partite giocate sul cemento americano. C'è poco da dire di una partita senza storia, con lo svizzero sempre avanti nel punteggio, e con Fabio che ha provato a caricarsi solo nella metà del secondo set, quando, dopo aver recuperato dal 3-1 al 3-3, si era procurato una palla break per passare vantaggio, tutto però vanificato ancora con le prime di Stan Wawrinka.


Domani toccherà al doppio, con la coppia azzurra, che dovrebbe essere formata da Seppi e Lorenzi, chiamata a mantener viva una rimonta per andare in finale, che sarebbe storica. Ma replicare quell'unica vittoria del 1976, oggi sembra molto difficile
.

martedì 9 settembre 2014

L'Italia di Conte non sbaglia la prima in Norvegia

Non era la più facile delle partite per uscire con una vittoria in questo primo appuntamento delle qualificazioni per gli Europei. Erano 77 anni che non vincevamo a Oslo e avevamo segnato solo 9 gol nelle ultime 11 sfide dirette con i norvegesi.

Bisognava confermare quello di buono che era stato visto a Bari contro l'Olanda, e la squadra di Conte non ha deluso le aspettative. Nell'arena stracolma di gente, gli azzurri dovevano battere una Norvegia apparsa solida contro l'Inghilterra nell'amichevole giocata all'incirca una settimana fa e persa solo per 2-1.

Rispetto alla squadra schierata contro gli Orange, in porta è tornato Buffon, mentre è confermata senza riserve la coppia d'attacco che ben si era comportata in Puglia, Immobile-Zaza.
Da subito gli azzurri cominciano con il piede giusto, con un paio di discese di De Sciglio e Darmian che innescano le due punte, e al 16' proprio sull'assist dell'ala del Milan, Zaza fulmina il portiere Nyland anche grazie ad una deviazione di un difensore avversario.

Con il vantaggio immediato l'Italia può gestire il risultato facendo quello che a Conte piace vedere dalle sue squadre, una circolazione di palla fluida, con il coinvolgimento dei difensori, anche a costo di rischiare qualcosa. I ragazzi in campo ci provano, costringendo i norvegesi ad accorciare verso l'area azzurra e scoprendosi dietro, permettendo i lanci da Bonucci e Ranocchia per imbeccare Zaza e Immobile.
Daheli e King sono gli unici che possono far tornare in partita la propria squadra, ma grazie alla solidità della difesa azzurra, non riescono mai a impensierire Buffon.

Nel secondo tempo l'Italia riparte come aveva fatto a inizio partita, Conte cambia un Darmian apparso stanco dopo un quarto d'ora, e l'ingresso di Pasqual è subito determinante. La prima azione dopo la sostituzione è già quella decisiva, Pasqual effettua un bellissimo cross nel centro dell'area norvegese, e Bonucci incorna perfettamente. 2-0 e partita chiusa!
La Norvegia prova a riaprirla ma si espone alle scorribonde azzurre, con Zaza che colpisce prima la traversa e poi gli viene tolta la seconda esultanza della serata, con un salvataggio sulla linea a portiere battuto.


I primi 3 punti sono stati messi in tasca, ma soprattutto si sono continuati a vedere i progressi apportati da Conte. Il cammino degli azzurri non poteva cominciare meglio e le prossime partite con Malta e Azerbaijan si prospettano facili sulla carta.
Potrebbero essere delle occasioni importanti per continuare a sperimentare, in attesa di confrontarsi con Croazia e Bulgaria, vincenti nelle loro prime sfide, contro cui lotteremo per la qualificazione.  

LaPizza del Martedì

Weekend di sport prolungato in questa seconda settimana di settembre, con la finale maschile degli Us Open nella serata del lunedì e la prima giornata delle qualificazioni per gli europei di calcio spalmata tra domenica e martedì.


A Flushing Meadows è arrivata la 18^ vittoria in uno Slam per Serena Williams, doppio 6-3 a una mai doma Wozniacki, eguagliando grandi tenniste di sempre come Navratilova e Chris Evert. E'il sesto Us Open per la sorella piccola di Venus, in otto finali disputate. Non ce l'hanno fatta nel doppio Flavia Pennetta e Martina Hingis contro le forti russe Makarova e Vesnina.
Tutt'altra storia al maschile, con una finale inedita che vedeva opposti due volti nuovi, Marin Cilic e Kei Nishikori, con quest'ultimo primo giapponese nella storia del tennis all'ultimo atto di un torno del Grande Slam. La sfida si è risolta con la vittoria del croato con un triplo 6-3 e raccontata qui.
La prossima settimana spazio agli incontri di Fed Cup e Davis, con gli azzurri che cercheranno l'impresa contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, con l'accesso in finale come premio in caso di vittoria.


Nella prima giornata delle qualificazioni per gli europei di calcio, che si concluderà stasera con l'Italia di Conte che esordirà contro la Norvegia ad Oslo, tante conferme e qualche sorpresa.
La Spagna sembra essersi ripresa dopo la batosta al mondiale, e approfittato di una Macedonia da poco orfana di Pandev, per piazzare una goleada. Cinque marcatori diversi nel 5-1 finale, tra cui il giovane 21 enne Paco, nuova stella del Valencia. Sul velluto anche Polonia, 7 gol alla piccola Gibilterra, la Russia, 4-0 al Liechtenstein, il Montenegro con il 2-0 sulla Moldavia, e stesso risultato per la giovane Inghilterra di Hodgson, cinica nella difficile trasferta in Svizzera.

Qualche difficoltà in più invece per i Campioni del Mondo in carica della Germania, che hanno dovuto sudare molto prima di battere per 2-1 la Scozia, con una doppietta del solito Muller. Albania, che hanno sconfitto in casa loro il Portogallo, con i lusitani privi però di Cristiano Ronaldo.  
Non sono mancate nemmeno le sorprese, con le vittorie in trasferta della Romania in Grecia, quella della Slovacchia di Hamsik contro un'acciaccata Ucraina, e il pareggio della Svezia di Ibrahimovic che ha dovuto rimontare il gol di Alaba che aveva portato in vantaggio l'Austria. Ma gli eroi del sabato e forse di tutto il primo turno, sono stati i ragazzi dell'
Oltre agli azzurri, sarà interessante seguire la sfida tra le favorite del girone A, Repubblica Ceca-Olanda, con la Turchia che proverà a fare da terza incomoda e impegnata in Islanda. Nel gruppo dell'Italia, prima che si prospetta facile invece per la Croazia contro Malta, mentre sarà più equilibrata la sfida tra Bulgaria e Azerbaijan. Bosnia-Cipro e Andorra-Galles aprono il girone B, con il Belgio che debutterà ad ottobre.

Nel ciclismo si avvia alla conclusione la Vuelta di Spagna con Contador che sembrerebbe aver chiuso in anticipo i conti, con la vittoria nella tappa più dura nella corsa (racconto completo qui). Dopo il giorno di riposo, ci saranno tre occasioni per i velocisti o eventuali fughe, e chissà ci potrebbe essere anche qualche attacco alla maglia rossa sulle salite di seconda categoria sparse in queste tre giornate.
Se questo non dovesse accadere, ci si giocherà tutto sabato, con la salita finale terribile di Puerto di Ancares, che offrirà l'ultima occasione a Valverde e Froome per mettere in difficoltà Contador, e perché no ad Aru e Purito Rodriguez di salire sul podio a Santiago de Compostela.

Week-end amaro per gli italiani del golf all'Open di Svizzera, tra le stupende montagne del cantone Vallese, con Edoardo Molinari che ha sprecato l'ottimo primo giro otto sotto il par, con un finale disastroso alla 15^ buca del sabato, un par 5 chiuso in 8 colpi anche a causa di un fuori campo. I tre punti persi in una sola volta hanno fatto crollare Dodo in classifica, passato in un batter di ciglia dal terzo al quindicesimo posto. Un buon giro finale in 69 ha permesso comunque, al fratello di Francesco, un'ottima 13esima piazza che si aggiunge agli altri buoni risultati ottenuti quest'anno dal piemontese. Bene anche Marco Crespi che ha chiuso nei primi 30, mentre il torneo se l'è aggiudicato uno statunitense, il 26enne David Lipsky.
Il golfista che gioca principalmente nell'Asian Tour, è stato autore di una bellissima rimonta, con il primo posto agguantato proprio alla 18, e risolvendo la sfida con l'inglese Storm alla prima buca di play-off.
Potevano essere due gli americani a competere per il titolo, ma Koepka ha sprecato tutto con due bogey nelle ultime buche del percorso. Per Storm invece si conclude un torneo che rimarrà comunque indimenticabile, perché oltre al secondo premio si porta a casa anche la BMW sportiva vinta sabato con la "hole-in-one".
Sul circuito statunitense, si prospettava un'altra sfida entusiasmante tra Garcia e McIlroy, che invece sono calati nelle ultime due giornate, lasciando ai padroni di casa l'ambito trofeo del Bmw Championship a stelle e strisce. Ad aggiudicarselo è stato Billy Horschel alla sua sola seconda vittoria da quando è diventato professionista nel 2009. Un trionfo imprevisto sul più famoso Bubba Watson che ha tentato invano la rimonta e sul giovane 25enne Hoffmann che ha realizzato sia sabato che domenica i giri migliori rispettivamente in 62 e 63 colpi.

E' stato amarissimo anche il GP di Monza di Formula 1, con Alonso che per la prima volta quest'anno non arriva nemmeno al traguardo per un problema al motore, quando era in lotta per la 4^ posizione. Per il resto è stata la solita battaglia tra i due Mercedes, Hamilton e Rosberg, con il britannico che ha vinto la gara e torna a riavvicinarsi al compagno di scuderia in classifica. Dietro loro le Williams con il ritorno sul podio di Massa, davanti a Bottas, poi le Red Bull a quasi un minuto dal vincitore con Ricciardo che ha preceduto ancora una volta Vettel. Solo nono Raikkonen.


Ai mondiali di basket si incomincia a fare davvero sul serio, con i team favoriti per la vittoria finale che non hanno avuto problemi nel superare gli ottavi di finale, con gli USA che hanno demolito il Messico, mentre la Spagna ha lasciato solo 56 punti al Senegal, segnandone 89 con i fratelli Gasol da 11 su 11 da dentro l'area.


Le altre due gare decise con un quarto di anticipo, sono state quelle del Brasile che ha chiuso l'era d'oro degli argentini, e la Serbia che ha annientato i sogni della Grecia, che aveva chiuso ha punteggio pieno il girone della prima fase. A passare ai quarti sono state anche Francia, contro una Croazia apparsa stanca a parte il mai domo Bogdanovic che con 27 punti ha provato da solo la rimonta, la Slovenia contro una sorprendente Rep. Dominicana arresasi solo nel finale, stesso discorso per la Lituania che ha dovuto soffrire contro Webster autore di 26 punti e la sua Nuova Zelanda, e infine la Turchia che è riuscita in un'altra rimonta, recuperando 8 punti di svantaggio all'Australia e passando in vantaggio per la prima volta nel decisivo quarto, proprio sulla sirena finale.


Anche i mondiali di volley sono entrati nel vivo con la seconda fase che comincerà domani con gli azzurri che ci sono arrivati solo per fortuna con la sconfitta al quinto set del Belgio contro la Francia.
Ma sarà ugualmente dura con i soli due punti portati alla fase successiva, e con le vittorie obbligatorie contro i forti serbi e i padroni di casa polacchi. Tra i favoriti per la Final Six ci sono proprio queste due squadre, Polonia e Serbia, insieme alla Francia che si giocherà il posto con Iran e Stati Uniti, con quest'ultimi risollevati proprio dalla vittoria con gli azzurri.
Per gli altri tre posti, non ci dovrebbero essere dubbi per Brasile e Russia, mentre la Germania dovrà vedersela con Canada e Bulgaria. Sarebbe una dura mazzata per la squadra di Berruto non passare alla fase finale, visto il podio sempre raggiunto nelle ultime competizioni internazionali con quel primo posto sfuggito molte volte per un soffio.


L'ultima notizia della settimana viene invece dall'atletica con i tempi stratosferici segnati da Gatlin nei 100 metri corsi a Rieti, con l'americano che ha fermato il cronometro sui 9 secondi e 83 centesimi, terzo tempo stagionale, dopo il 9'77" alla Diamond League di Bruxelles qualche giorno fa, e il 9'82" di Linz a luglio.
L'unico a mantenere il suo passo è stato Asafa Powell con il 9'90" segnato nella stessa gara di Rieti, e il 9'87" corso ad Austin questo agosto.
Buoni risultati anche dagli italiani nei 300 metri con Matteo Galvan che è il primo azzurro a superare Mennea correndo in 32'01", mentre Desalu si porta a soli cinque centesimi dal tempo dello storico primatista. Ottima prova anche della giovanissima Del Buono, che negli 800 metri scende sotto il muro dei 2 minuti e 1 secondo, salendo al sesto posto nei record azzurri di sempre su questa distanza.  

La vince Cilic la finale imprevedibile degli US Open

Una finale inaspettata. Ci sono voluti 9 anni per non trovare in finale di un torneo del Grande Slam, uno dei magnifici 4 dell'ultimo decennio. E dopo aver avuto sempre uno tra Nadal, Djokovic, Murray e Federer come vincitori dal 2010 al 2013, quest'anno è già la seconda volta che non trionferà uno di loro, con Wawrinka campione agli Australian Open su Nadal, che ha rotto l'incantesimo.


Prima delle semifinali sembrava scontata l'ennesima rivincita tra Nole e Roger, e invece Nishikori e Cilic hanno sorpreso tutti, regalando al pubblico americano e non, una finale che rimarrà nella storia qualunque fosse stato l'esito, poiché segnava la caduta degli dei.

Il croato è arrivato in fondo soprattutto grazie al servizio, a tratti disarmante per la sua continuità, arma che ha messo fortemente in difficoltà anche giocatori con le stesse doti tecniche come Kevin Anderson o Berdych.
Il percorso del giapponese, invece, è stato molto più tortuoso, ricco di ostacoli e dure battaglie, come quelle affrontate con Raonic e Wawrinka, sempre in rimonta, prima di chiudere in quattro set contro il numero uno al mondo.

All'Arthur Ashe ci sarebbe stato l'ultimo sforzo per entrambi, quello che li avrebbe portati alla gloria, tra i quasi 25mila tifosi americani, già felici per la vittoria di Serena Williams di ieri sera.
Nello stadio più grande del mondo tennistico, Cilic cercava il riscatto di quella grande delusione culminata con la squalifica esattamente un anno fa, penalità che non gli permise di giocare proprio il torneo di Flushing Meadows. Dopo una prima sanzione di 9 mesi lontano dai campi, il croato riuscì ad ottenere uno sconto di 5 mesi che gli permisero di tornare nel Febbraio di questo anno con una classifica che lo vedeva scalare dalla 15^ alla 47^ posizione. Il croato però non si è fatto prendere dallo sconforto, affermando di voler tornare più forte che mai, con l'aiuto di Goran Ivanisevic.

Quanto a combattività il giapponese non è da meno, anche lui fresco di nuovo coach dal Gennaio di quest'anno, l'ex numero 2 al mondo e vincitore del Roland Garros, Michael Chang. I frutti si sono visti subito, con un tennis più pulito e meno falloso. Sono arrivate la prima vittoria di un Masters 1000 a Madrid contro Nadal, e il quarto turno sia a Melbourne che a Wimbledon.

La finale a New York è stato il giusto premio per entrambi dopo una stagione di duro lavoro e grandi progressi. I due sono al culmine della loro carriera, 25 anni circa per ciascuno. E' l'occasione perfetta per fare il passo in avanti, per mettere anche il loro nome nei tennisti più importanti di sempre.
All'ingresso sul cemento del centrale entrambi mostrano segni di tensione sul volto e lo si nota anche sul campo.


Tra i due il più contratto è il giapponese, non così fluido come nella sfida contro Djokovic. Cilic ne approfitta subito con la solidità del servizio e con meno errori da fondo campo, e alla prima palla break offerta dal giapponese, affonda il colpo. Kei non riesce a reagire e Marin con il 91% di punti vinti con la prima di servizio, porta a casa il primo set. Nonostante il 3-6 subito, il nativo di Matsue cerca il riscatto, ma le gambe non corrono come devono.

Cilic è in fiducia, risponde con palle pesanti nei game del giapponese e quando tocca a lui servire, piazza ace o costringe l'avversario all'errore. Anche il secondo set perciò si mette bene per il croato che passa subito sul 2-1 e difende con i denti il break di vantaggio nel quarto gioco. I colpi di Marin non sono quelli di qualche anno fa. Il rovescio è più incisivo, sa variare anche con le palle corte e costringe sempre l'avversario ad una risposta in più per ottenere il punto. Dopo il secondo break del set, Nishikori prova a mantenersi in gioco conquistando il primo game sul servizio di Cilic, ma nel parziale successivo capitola ancora una volta.

Con il doppio 6-3 sembra ormai spianata la strada per il tennista nato in Bosnia a Medjugorje. Ma con la caparbietà di Kei, Marin sa che non può rilassarsi, e non la fa nemmeno Ivanisevic in tribuna. Forse dopo la finale maratona di Wimbledon vinta nel 2001 contro Rafter, per Goran è la serata più emozionante della sua vita. Il suo ragazzo però sa che deve rimanere concentrato e star attento al ritorno di Nishikori se vuole essere il secondo croato di sempre a vincere uno torneo dello Slam.
Il terzo set non è diverso dai primi due, appena si presenta l'occasione Cilic ne approfitta. Continua anche la valanga di ace, un centinaio nel torneo disputato dal croato e anche se il giapponese prova a non mollare, con un paio di vincenti eccezionali, deve arrendersi ancora per 6-3.


Non si vedeva un risultato così netto dal 2008, quando Federer chiuse in 3 set contro Murray. Cilic porta a casa il suo primo Slam e lo ha fatto senza perdere un set dagli ottavi contro Simon.
Urlando al cielo e con un grandissimo sorriso, il suo pensiero va subito al team che lo ha fatto crescere rapidamente, dandogli soprattutto quella convinzione che non è poi così impossibile arrivare a vincere un torno importante e spingendo gli altri tennisti di bassa classifica a imitarlo, a partire da Nishikori.

lunedì 8 settembre 2014

Il ritorno del Pistolero

Ha fallito l'appuntamento al Tour de France per l'infortunio alla gamba, ma non poteva aspettare molto per tornare a vincere.

Aveva subito messo le cose in chiaro dopo le prime due settimane, aveva fatto capire che era lui l'uomo da battere in questa Vuelta. Oggi era la prova del nove per il gruppo, ben 5 salite, 4 di prima categoria, con la salita finale verso Lagos de Somiedo.
Prova durissima per chiunque, anche per gli uomini di classifica che sapevano di aver di fronte una delle ultime occasioni per guadagnare posizioni sui diretti avversari.


Infatti di ostacolo pericoloso rimane la tappa di sabato con l'ultimo arrivo in salita, e unica giornata con asperità di 1^ categoria, e i 10 km di cronometro domenica, che chiuderanno la corsa.

Froome tutto questo lo sapeva benissimo e le sue intenzioni di attaccare la maglia rossa erano ben evidenti dal principio, con la sua squadra a tirare il gruppo sia nella terzultima che nella penultima ascesa.
A infiammare per primi la tappa ci hanno pensato un piccolo plotone di corridori, tra cui i nostri De Marchi e Brambilla.
Il duo italiano ha cominciato a credere sul serio nella vittoria di tappa, con più di tre minuti accumulati sul manipolo di ciclisti subito dietro di loro. Poi l'improvvisa squalifica di Brambilla, con il ragazzo della Omega Pharma-Quick Step reo di aver sferrato qualche colpo proibito al russo Rovny qualche minuto prima.
Dal replay si poteva notare come il gregario di Uran avesse reagito alla provocazione e ad un probabile pizzico dato dietro al collo dal corridore della Saxo. Entrambi sono stati allontanati dalla corsa, con Brambilla visibilmente scosso dall'accaduto e dall'inevitabile decisione della direzione di gara.

Così De Marchi è rimasto da solo e ha provato comunque l'impresa, con una salita e mezza ancora da affrontare. Alle sue spalle, la squadra di Froome, praticamente al completo, non ha smesso nemmeno per un secondo di tirare, lasciando al corridore Cannondale solo 90 secondi di vantaggio prima dell'ultima ascesa di 6 km.

Tra i migliori l'unico assente importante era Uran, incappato insieme al suo team in una giornata disastrosa. Ma non c'è stato tempo per pensare a chi non era presente, perché il britannico della Sky, appena è cominciata la terribile salita de La Farrapona, ha lasciato quasi tutti i 30 corridori al suo seguito sulle gambe.
L'unico che è rimasto letteralmente incollato alla sua ruota posteriore è stato quello più temuto, il Pistolero di Madrid.

Valverde e Purito Rodriguez scuotono la testa, per loro sarà una lunga rincorsa per evitare grossi distacchi fino al traguardo e dietro loro uno stanchissimo Fabio Aru. Alejandro vuole difendere la sua seconda posizione in classifica, lo spagnolo della Katusha invece vuole scrollarsi di dosso il sardo, a pochi secondi di distanza nella generale.
Il ragazzo dell'Astana è con la lingua da fuori, ciondola a destra e sinistra, non ha una bella pedalata, perde contatto dai due beniamini di casa, ma subito dopo ricompare alle loro spalle deciso a non mollare.

Quando mancano tre chilometri alla fine di una non durissima ma interminabile salita, De Marchi è ancora avanti, ma con Froome e Contador ormai minacciosi a qualche metro di distanza. L'inglese prova in tutti i modi a staccare il corridore di Madrid, ma la maglia rossa continua ad essere pimpante sui pedali. Aru nel frattempo fa da elastico con i suoi diretti avversari.
Ormai l'arrivo è vicino, ma le pendenze sono estreme e vicino al 15%, ed è in quel momento che il capitano della Saxo decide di agire con una scatto impressionante che fa impazzire i tanti tifosi spagnoli presenti sui bordi della strada. Froome rimane sui pedali, ha fatto il possibile e può solo provare a limitare i danni. Gli ultimi 500 metri sono da favola per Contador, che trionfa su in cima, esultando alla sua maniera con un "colpo di pistola".

Una cinquantina di secondi dopo arriva il "Rosso di Buja" De Marchi, il supercombattivo del Tour de France, che sta dando spettacolo anche in questa Vuelta con le sue fughe da lontano. E' felice lo stesso il ragazzo della Cannondale, già vincitore in una tappa del Giro spagnolo quest'anno, come non poteva essere altrimenti Fabio Aru, arrivato sfinito ma praticamente agganciato alla ruota di Valverde e Rodriguez, con un minuto di ritardo dal vincitore.
1 minuto e mezzo non sono uno svantaggio impossibile da colmare per Valverde e Froome, ma il Contador visto oggi sembra inattaccabile.